Colesterolo totale

Test

Minimo (mg/dl)

Massimo (mg/dl)

Colesterolo totale

150

190

Colesterolo HDL

35

80

Colesterolo LDL

50

140

Trigliceridi

200

colesterolo Il colesterolo è uno steroide prevalentemente di origine naturale indispensabile per la vita. Svolge infatti diverse funzioni biologiche vitali: costituente essenziale delle membrane cellulari, precursore della vitamina D, dei sali biliari e degli ormoni steroidei e sessuali, indispensabile per la crescita e divisione cellulare, fondamentale quindi per lo sviluppo embrionale. Nell’uomo, la maggior parte del colesterolo necessario viene prodotta per biosintesi prevalentemente a livello del fegato; solo una piccola parte viene assunta con il cibo. Tale quantità è inoltre estremamente variabile a seconda delle diverse abitudini alimentari è contenuto, per esempio, nei cibi ricchi di grassi animali, come carne, burro, salumi, formaggi, tuorlo dell’uovo, fegato. È invece assente in frutta, verdura e cereali.

Come tutti i lipidi del sangue (fosfolipidi, trigliceridi, colesterolo esterificato), il colesterolo non è solubile in acqua, per essere trasportato nel flusso sanguigno deve essere associato a proteine. Queste combinazioni di lipidi e proteine vengono denominate lipoproteine suddivise in: chilomicroni, lipoproteine a bassissima densità (VLDL), lipoproteine a bassa densità (LDL) e ad alta densità (HDL).

Le HDL (High Density Lipoproteins) o “colesterolo buono” hanno la funzione di riportare il colesterolo nel fegato, mantenendo così bassi i livelli di colesterolemia. Le HDL svolgono un’azione protettiva, “spazzano” fisicamente le arterie ripulendole dai depositi aterosclerotici . Il colesterolo HDL è quindi molto utile ed è importante che il suo livello sia alto, preferibilmente maggiore di 35 mg/dl. Una persona che ha alti sia il livello di colesterolo totale che quello di HDL non è a rischio quanto una persona che associa ad un alto valore di colesterolo totale valori bassi di HDL. Vita sedentaria e abitudine al fumo sono generalmente associati a riduzione dei livelli di HDL. Ecco perchè il rapporto colesterolo totale/HDL e/o HDL/LDL è particolarmente importante per una migliore valutazione dell’indice di rischio cardiovascolare.

Le LDL (Low Density Lipoproteins) sono note nel linguaggio comune come “colesterolo cattivo”: quando sono presenti in quantità eccessiva, infatti, tendono a depositarsi sulla parete delle arterie, provocandone ispessimento e indurimento progressivi. Questo processo, chiamato aterosclerosi, può portare nel tempo alla formazione di vere e proprie placche (o ateromi) che ostacolano il flusso sanguigno, o addirittura lo bloccano del tutto. Quando il cuore non riceve abbastanza sangue ricco di ossigeno, si può sviluppare l’angina pectoris, una condizione caratterizzata da dolore al torace, alle braccia o alla mandibola, solitamente in concomitanza di uno sforzo o di uno stress. Inoltre, le placche possono staccarsi e formare un trombo, che può indurre un improvviso arresto del flusso sanguigno. A seconda di dove è localizzata, l’ ostruzione di un vaso può provocare infarto del miocardio (a livello cardiaco), ictus (a livello cerebrale) o claudicatio intermittens (a livello degli arti inferiori).

L’ipercolesterolemia è quindi uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare aggravato da ipertensione e fumo.

I trigliceridi sono le sostanze grasse più diffuse ed abbondanti dell’organismo introdotte prevalentemente con la dieta. Costituiscono la “scorta” energetica dell’organismo. I trigliceridi endogeni si formano nel tessuto adiposo e nel fegato , soprattutto a partire dai carboidrati, mentre quelli introdotti nell’organismo con i cibi (soprattutto burro, insaccati e formaggi grassi) vengono scissi nei loro costituenti durante il processo digestivo. Non essendo solubili in acqua, i trigliceridi vengono veicolati nel sangue da proteine, in particoplare i chilomicroni. I valori ematici sono molto influenzabili dall’alimentazione immediatamente precedente al prelievo; se si mangiano cibi grassi nei giorni che precedono l’esame, è possibile che il loro livello si alzi; anche l’alcol sortisce lo stesso effetto. Pur non rivestendo un’importanza pari a quella del colesterolo, spesso elevati tassi di trigliceridi sono associati a diverse patologie, soprattutto di tipo cardiovascolare. Alti livelli di trigliceridi aumentano il rischio di infarto miocardico e di aterosclerosi, soprattutto se associati a ipercolesterolemia.

Uno screening precoce, soprattutto se riguardante il quadro lipidico completo, assume perciò un’ importanza basilare per la PREVENZIONE e il controllo delle malattie cardiovascolari e le loro conseguenze.

Per avere una prima indicazione del metabolismo lipidico sono indispensabili le determinazioni di colesterolo totale, colesterolo HDL, colesterolo LDL e trigliceridi. Il monitoraggio del quadro lipidico fornisce utili indicazioni per ulteriori procedimenti diagnostici, inizio di eventuali terapie e successivi controlli delle stesse.

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