OBESITÀ e QUOZIENTE INTELLETTIVO NEI BAMBINI

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OBESITÀ e QUOZIENTE INTELLETTIVO NEI BAMBINI 

Secondo gli ultimi studi, sono almeno 3 i periodi a rischio per obesità: primo anno di vita, tra i 4 ed i 6 anni e il periodo puberale, ma già il neonato, con peso elevato per l’età gestazionale, è più a rischio di obesità e diabete nelle età successive. Infatti, è stato dimostrato che il periodo fetale, i primi due anni di vita e l’adolescenza sono le tappe della vita maggiormente a rischio per lo sviluppo di un’eventuale futura obesità, in quanto una volta aumentato il tessuto adiposo, non è poi possibile sopprimere lo “stimolo della fame” prodotto dal grasso. Non solo, i bambini che mangiano patatine su patatine fritte, dolci e pizza prima dei tre anni, a otto anni si ritrovano con un quoziente intellettivo inferiore ai coetanei che nella prima infanzia sono stati nutriti con verdure, frutta e pasti preparati in casa. I risultati dello studio hanno rivelato un divario di ben cinque punti nei quozienti intellettivi dei bambini che hanno sempre mangiato sano e quelli che invece erano abituati ad alimenti da fast food.

I principali errori alimentari rilevati comunemente in diversi studi effettuati sono qui brevemente elencati:

  • La prima colazione è di frequente frettolosa, ridotta o “dimenticata”.
  • Lo spuntino del mattino è, di conseguenza, ipercalorico.
  • Il latte è precocemente abolito e sostituito da bevande gassate e zuccherate
  • Un consumo eccessivo di proteine animali, grassi saturi e sodio, mentre si registrano carenze di carboidrati complessi (amidi), fibra alimentare, calcio, ferro, zinco e acido folico.
  • Il pranzo è spesso incompleto e veloce.
  • La merenda del pomeriggio, carente di latte o yogurt o frutta, è basata su cibi industriali (snack dolci o salati) o carboidrati ad alto indice glicemico (pane, patate, succhi di frutta, dolciumi).
  • La cena (molto spesso l’unico momento di “aggregazione familiare”), tende ad essere il pasto principale della giornata, spesso ipercalorico e carente comunque di verdure e frutta.
  • La tendenza è di ridurre il numero dei pasti assunti negli orari canonici al domicilio e di ingerire più “pasti-snack”, consumati senza soluzione di continuità durante la giornata a scuola, al lavoro o nei locali pubblici.
  • La diffusione nelle scuole di distributori automatici di alimenti ad alto contenuto di grassi e di zuccheri semplici e di bibite analcoliche dolci, non facilita il corretto comportamento alimentare.
  • Infine è pressante il ruolo dei mass media, i soli a fare educazione alimentare, quasi mai obbiettiva.

Concludendo, come si diventa adulti sani e intelligenti?

Una corretta alimentazione che preveda il 12-15% delle calorie sia fornito dalle proteine, il 25-30% circa dai lipidi e il 55-60% circa dai carboidrati. La distribuzione dei pasti deve avvenire in 5 appuntamenti con il cibo, così suddivisi: 15% di calorie a colazione, due piccoli snacks che apportino un 10% di energia, 40% a pranzo, 35 % a cena. Attività fisica fin dai primi anni di vita e sane abitudini familiari.

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