A colloquio con la Nutrizionista: La piramide alimentare toscana

A colloquio con la Nutrizionista: La piramide alimentare toscana


Sappiamo bene quanto la Toscana sia una meta turistica rinomata per la panoramica di aspetti che offre e in particolare quelli enogastronomici. Ecco perché questa settimana voglio parlare della piramide alimentare toscana PAT basata sulla dieta mediterranea citando alcuni dei prodotti di eccellenza del nostro territorio.

In un precedente articolo ho già trattato l’importanza di seguire un’alimentazione basata sulla piramide per mantenersi in buona salute: in breve la piramide indica in basso gli alimenti di cui si può fare largo uso, mentre salendo verso il vertice quelli da consumare con moderazione. Nella PAT si fa riferimento ai prodotti del nostro territorio. Al primo livello troviamo frutta e verdura importanti per l’apporto di vitamine e di fibre (consumiamo almeno 5 porzioni al giorno), ricordiamo la mela rugginosa della Valdichiana, il pomodoro costoluto fiorentino, la cipolla di Certaldo, il melone della val di Cornia per fare un esempio delle decine di qualità ortofrutticole coltivate in Toscana. Al livello appena superiore ecco i cibi da consumare quotidianamente: pasta, pane, riso preferibilemente integrali che contengono i carboidrati complessi a più lenta assimilazione. Anche in questo caso citiamo alcuni prodotti come il riso della Maremma, il pane toscano e di Montegemoli.  Appena più in alto c’è l’olio extravergine di oliva che, oltre ad essere uno dei maggiori ambasciatori della toscanità nel mondo, possiede virtù benefiche nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, dei tumori, dell’ipertensione, del diabete e di alcune malattie della pelle. Tre gli oli citiamo l’olio extravergine di oliva Terre di Siena DOP e il Toscano IGP. Salendo ancora di un livello, si incontra il gruppo dei legumi (da consumare almeno 3 volte a settimana) come il fagiolo di Sorana e il cece piccolo del Valdarno,  della frutta secca (ricca di omega-3, da consumare almeno 2 volte a settimana) come la noce aretina e del latte e yoghurt. Il primo prodotto animale che si incontra salendo i gradini della PAT è il pesce (come la palamita e la trota Fario appenninica del Casentino), che insieme alla carne bianca (pollo del Valdarno) si trova al quarto livello. Al penultimo gradino si trovano prodotti da consumare più saltuariamente: formaggi (pecorino, raveggiolo), uova e patate (patata rossa di Cetina). Carne rossa (bistecca fiorentina, carne Chianina), salumi (salame toscano, finocchiona) e dolci (frittelle, ciambellone, schiacciate) vanno trattati come le cose preziose: poche, ma di qualità. Il principale ambasciatore dell’enogastronomia toscana,  il vino, trova posto al fianco della PAT , in quanto non è un alimento indispensabile, ma un bene “voluttuario”. Si consiglia di non superare i due bicchieri al giorno per gli uomini e un bicchiere per le donne.

A cura della Dott.ssa Barbara Danielli
Cell. 3384099386
www.nutrizionistadaniellibarbara.it

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