A colloquio con la Nutrizionista: “L’alimentazione nel Neonato”

Breastfeeding

LA GIUSTA ALIMENTAZIONE

In ogni fase della vita è importante seguire un’alimentazione specifica per soddisfare le esigenze nutritive dell’organismo. L’età evolutiva – dalla nascita all’adolescenza – rappresenta un momento delicato in cui la corretta alimentazione contribuisce alla crescita e aiuta a prevenire l’insorgere di  malattie nell’adulto di domani. Con questo articolo inizia l’analisi delle fasi più importanti della vita.

L’ALIMENTAZIONE NEL NEONATO

Allattamento al seno

Allattare al seno il proprio bambino è la scelta migliore che la mamma possa fare, sia per il rafforzamento psicologico madre/figlio sia perché il latte materno è senza dubbio l’alimento ottimale. È Equilibrato in tutti i componenti nutritivi, contiene fattori fondamentali per la difesa contro le infezioni e  il ritardo della comparsa di eventuali manifestazioni allergiche; risponde alle esigenze nutrizionali, digestive e metaboliche del neonato.

Come è possibile avere tutte queste proprietà in un singolo alimento? 

Nel suo insieme il latte materno possiede componenti organici che possono agire da soli o sinergicamente con altri costituenti; ciò rende inimitabile la sua composizione per qualsiasi formula industriale. Ma c’è di più. Il latte si modifica nel tempo e si adatta alle esigenze nutrizionali del bambino: nei primi 4-5 giorni dopo il parto, si produce il colostro ricco in proteine, minerali e agenti antimicrobici. Dopo i primi giorni di allattamento, il colostro si trasforma in latte di transizione di aspetto grasso e cremoso. Intorno al decimo giorno comincia la produzione del latte vero e proprio più ricco in grassi, carboidrati e vitamine del complesso B.

Come già detto il latte varia nelle sue componenti  non solo con il passare dei mesi ma anche nell’arco della giornata e perfino durante la singola poppata. Per tale motivo quando possibile, il bambino deve essere allattato al seno per un periodo di almeno sei mesi, e fino a quando la madre ed il bambino lo desiderano.

Allattamento sostitutivo

Se vi sono specifici e gravi impedimenti all’allattamento al seno, si deve ricorrere all’allattamento artificiale, su consiglio del pediatra. Gli unici sostituti del latte materno sono rappresentati dalle “formule per lattanti”, la cui composizione è attualmente regolamentata dalla legislazione nazionale in linea con la legislazione europea.

Divezzamento

Divezzamento non significa allontanamento dal seno, ma il passaggio graduale verso una alimentazione più varia. Di norma, può avvenire dopo il sesto mese e deve iniziare seguendo il parere del pediatra.

Dopo il sesto mese il latte materno non consente più di soddisfare appieno le esigenze del bambino e deve essere affiancato con alimenti diversi. La frutta e la verdura contengono vitamine, sali minerali, ferro e fibre. La carne è essenziale per l’apporto di proteine, ferro e vitamine del gruppo B. I cereali sono una buona fonte energetica. L’olio di oliva fornisce gli indispensabili acidi grassi. Il formaggio e lo yogurt assicurano il calcio e le proteine di elevata qualità.

LE PRINCIPALI RACCOMANDAZIONI PER IL CORRETTO DIVEZZAMENTO (fonte Ministero della Salute)

  • Non iniziare prima del sesto mese
  • A sei mesi di età il fabbisogno calorico deve essere soddisfatto solo per il 50% da alimenti diversi dal latte
  • Evitare nel primo anno di vita l’introduzione di alimenti noti per il loro potere istamino-liberatore (pomodoro, fragole, legumi, cacao ecc.). Gli alimenti potenzialmente allergizzanti (uova, pesce, pesche, albicocche, fragole, kiwi) vanno aggiunti alla dieta a piccolissime dosi gradualmente crescenti. Nei bambini con precedenti familiari di allergia questi cibi sono sconsigliati per tutto il primo anno di vita
  • Non aggiungere sale alle pappe
  • Scegliere olio extravergine di oliva per l’equilibrata composizione in acidi grassi e la facile digeribilità
  • Non eccedere nell’assunzione di zucchero evitando di utilizzare miele nel primo anno di vita

Da 6 a 12 mesi

Nel secondo semestre di vita il bambino può cominciare a mangiare progressivamente numerosi alimenti di diversa composizione e digeribilità. Si comincia con cereali senza glutine (riso, tapioca) e contenenti glutine (frumento, orzo, avena) sotto forma di pastina o semolino. In seguito si possono aggiungere, a distanza di 10-15 giorni uno dall’altro, carne (tritata o frullata) e pesce (lessato e tritato o frullato) altamente digeribile, ricco di proteine e povero di grassi. In questa fascia di età non va somministrato latte vaccino.

Da 2 a 3 anni

Dopo il primo anno, il bambino è in grado di masticare bene e può affrontare un’ alimentazione qualitativamente simile a quella dell’adulto. All’alimentazione definitiva si arriva per gradi inserendo nella dieta sempre nuovi alimenti. Il numero dei pasti giornalieri si dovrebbe suddividere in quattro-cinque. L’assunzione di proteine animali deve diminuire leggermente inserendo quelle di origine vegetale (incrementando la presenza di legumi a discapito di carne e formaggi). È opportuno alternare la carne con il pesce almeno 3-4 volte a settimana.  Per le fonti di carboidrati è da preferire nel primo anno semolini, riso e pastine e, successivamente, la pasta corta. Gli zuccheri semplici devono essere consumati in dosi ridotte ed privilegiare quelli contenuti nella frutta. Questo tipo di alimentazione con una adeguata assunzione di verdure ed ortaggi garantisce un sufficiente apporto di fibra e il soddisfacimento del fabbisogno giornaliero in sali minerali e in vitamine.

A cura della Dott.ssa Barbara  Danielli

La Dott.ssa Barbara Danielli riceve presso la nostra Parafarmacia tutti i Venerdì tramite appuntamento

 

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